«La chiamavano “lesbica”… Poi suo padre la diede in pasto ai suoi schiavi… Quello che accadde dopo sconvolse tutti…»

cosa mi aspetta”. Così, il primo filo di ribellione, di silenziosa sfida, di qualcosa che nessuno avrebbe potuto prevedere, iniziò a intessere la trama della piantagione.

Una storia di potere, segreti e tensione che sfidava ogni regola che suo padre aveva cercato di imporgli. Le lanterne tremolavano sulle pareti di legno consumate dal tempo degli alloggi degli schiavi, proiettando ombre che sembravano muoversi da sole. L’aria era densa di sudore, fumo e dell’odore terroso del lavoro: un mondo che non aveva mai veramente conosciuto, ora abitato dal crudele decreto di