«La chiamavano “lesbica”… Poi suo padre la diede in pasto ai suoi schiavi… Quello che accadde dopo sconvolse tutti…»

suo padre

Ogni suono risuonava in modo diverso: un colpo di tosse, lo scricchiolio delle assi del pavimento, persino il lieve fruscio di passi. Lei notava tutto. La sua presenza attirava sguardi vigili. Gli uomini bisbigliavano tra loro, alcuni curiosi, altri sospettosi. Sentivano delle voci. La figlia del padrone, considerata diversa, era stata costretta a rimanere nei suoi alloggi come punizione.

I bisbigli erano pieni di speculazioni e giudizi. Ma lei percepiva qualcosa di più, un sottile riconoscimento. Lo vedevano nella sua intelligenza, nella sua coscienza e nel suo coraggio.