«La chiamavano “lesbica”… Poi suo padre la diede in pasto ai suoi schiavi… Quello che accadde dopo sconvolse tutti…»

un misto di curiosità e cautela. Udirono delle voci.

Un’altra ragazza, quella che la casa aveva segnato. Eppure, percepivano qualcosa di insolito nella sua presenza, qualcosa di pericoloso. Quella notte, nella penombra delle lanterne e nel pesante, teso silenzio delle stanze, lui osservò il nuovo ambiente. Gli uomini, gli schiavi tra i quali ora era confinata, la guardavano intensamente, con curiosità e scetticismo dipinti sui volti.

Ogni sguardo, ogni movimento, ogni sussurro aveva un significato, e lei osservava tutto. Sola, mormorò tra sé: “Credono di controllarmi. Non hanno idea di