la sedia.
“È ridicolo. Apri la porta.”
Alaric si alzò.
La sua espressione si indurì di nuovo.
“Arrivo.”
“Non hai il diritto di mettermi in imbarazzo.”
Per poco non scoppiai a ridere per l’assurdità della situazione.
“Facevi finta di niente.”
Mi fissò.
“Non stavo parlando con te.”
“Stavi parlando di mia madre.”
“Daphne,” mormorò mia madre.
La sua voce era tesa.
La guardai.
La sua rabbia svanì quasi all’istante.
Non era più solo arrabbiata.
Sembrava scossa.
Anche Alaric se ne accorse. Si avvicinò.
“Stai bene?”
“Sto bene.”
“Lo dici sempre