voce più bassa e arrabbiata: “Era in una gioielleria quando la carta è stata rifiutata. Hai idea di quanto sia stato umiliante per lei?”
Scoppiai quasi a ridere. “Quindi tua madre stava festeggiando il mio divorzio comprando gioielli. Con i miei soldi.”
Non seppe cosa rispondere. Riattaccò.
Circa trenta minuti dopo, qualcuno iniziò a bussare con tanta forza alla mia porta d’ingresso da far tremare lo stipite. Prima ancora che potessi decidere se rispondere, sentii la serratura cedere.
Wes entrò già furioso e a malapena mi guardò. I suoi occhi