in questo”, disse.
“Negli appuntamenti?”
“Nella scelta delle persone.”
Scoppiai a ridere, ma lui no. Rimase in silenzio per un lungo istante, e quando finalmente riprese a parlare, la sua voce era più flebile.
“E se non ci riuscissimo mai, Ruthie?”
“Allora sopravvivremo.”
“E se restassimo soli per sempre?”
Mi voltai a guardarlo. Lui mi stava già guardando. Poi mi porse il mignolo, proprio come faceva quando avevamo diciassette anni e ci giuravamo di mantenere i nostri segreti.
«Se a sessant’anni saremo entrambi single», disse, «smetteremo di fare gli idioti