14 giorni in ospedale: il tempo si è fermato.

su un pezzo di carta. Le parole dei cari, degli operatori sanitari, arrivano ovattate, come se provenissero da dietro un vetro spesso. Sei lì, ma un po’ altrove, sospeso in un limbo.

L’ospedale: un mondo che gira senza di noi
Dentro, tutto funziona come un meccanismo ben oliato e nessuno ci chiede la nostra opinione. Le dita agili dell’infermiera che sistemano la flebo, i passi frettolosi del medico nel corridoio, i volti che passano, sorridenti o stanchi… È un balletto silenzioso, punteggiato da bip e allarmi.

Anche a occhi chiusi,