Capodanno.»
Il suo viso si incupì.
«Ma è già tutto programmato.»
«L’hai programmato tu. Io non ho mai acconsentito.»
Allora le dissi che avevo sentito la telefonata.
L’espressione di Amanda passò dalla confusione alla rabbia.
«Stavi ascoltando una mia conversazione privata?»
«Stavi parlando della mia vita nel mio salotto come se non fossi una persona.»
«Sono solo pochi giorni», disse. «I bambini ti adorano.»
«Non è questo il problema.»
La guardai dritto negli occhi.
«Il problema è che hai deciso che il mio tempo ti apparteneva.»
E per la prima