Non era nervosa.
Non era educata.
Rise finché le lacrime non le rigarono il viso.
Poi prese la forchetta.
La guardai mentre dava un altro morso al tiramisù.
Chiuse gli occhi e sorrise.
Sulla via del ritorno, rimase in silenzio per qualche minuto.
Poi guardò fuori dal finestrino.
Daphne?
Sì?
“Dicevo sul serio.”
“Riguardo a cosa?”
Si voltò verso di me.
“Forse dovrei farlo più spesso.”
Questa volta non ho nascosto la felicità che provavo.
“Mi piacerebbe.”
La mamma sorrise.
“Anche a me.”
Giusto per dire.
E per la prima