finestrino.
Daphne?
Sì?
“Dicevo sul serio.”
“Riguardo a cosa?”
Si voltò verso di me.
“Forse dovrei farlo più spesso.”
Questa volta non ho nascosto la felicità che provavo.
“Mi piacerebbe.”
La mamma sorrise.
“Anche a me.”
Giusto per dire.
E per la prima volta da anni, le ho creduto.
La mamma non se n’era ancora accorta.
Speravo di no.
Poi accadde.
La donna al tavolo accanto squadrò mia madre dalla testa ai piedi.
A voce così alta che metà del ristorante la sentì, sogghignò:
“Forse dovremmo saltare il dolce questa