parte di un robot che stavo costruendo.”
Una pausa.
“Dev’essere caduto sotto il letto.”
Proprio così, la tensione si dissolse.
L’oggetto misterioso che mi era sembrato così strano, così fuori posto nell’oscurità, improvvisamente riacquistò la sua vera identità: un frammento dimenticato dell’immaginazione infantile, privato di significato solo perché l’avevo trovato senza alcun contesto.
Rimasi lì per un altro istante, tenendolo ora con noncuranza, quasi divertito da quanto velocemente la paura si trasformasse in qualcosa di insignificante una volta arrivata la spiegazione.
Perché, in fin dei conti, non era mai stata