Samuel frugò con cautela nello zaino.
Tirò fuori un sacchetto di plastica.
Dentro c’era un braccialetto d’argento.
Di Sophia.
Gliel’avevo regalato per il nostro quinto anniversario.
C’era un piccolo graffio accanto alla chiusura, dove una volta l’aveva urtato contro il cancello del nostro giardino.
«Dove l’hai preso?»
«Dietro casa tua.»
«Quando?»
«La notte in cui l’hanno portata in ospedale.»
«Perché eri lì?»
«C’è un garage abbandonato dietro la proprietà accanto alla tua. A volte ci dormo.»
Poi Samuel disse:«Ho sentito Sophia urlare.»
Mi sentii male.
«Hai visto chi è