ancora una volta sulla soglia, come se si aspettasse che Ekaterina cambiasse idea all’ultimo momento.
— Forse potresti darci ancora una possibilità? — chiese piano.
— No, Sergej — rispose Ekaterina con calma, senza rabbia nella voce.
— Una possibilità c’era.
L’hai sprecata tu nel momento in cui hai deciso che la mia opinione poteva semplicemente essere ignorata.
La porta si chiuse e nell’appartamento calò un silenzio insolito.
Nei mesi successivi Ekaterina si dedicò finalmente a ciò che rimandava da tempo: trasformò completamente la stanza libera nello studio vero e proprio che aveva sempre sognato