verso la finestra, stringendo i pugni, mentre Ekaterina, guardando la sua schiena tesa, improvvisamente non provò più rabbia, ma una strana chiarezza, come se una nebbia si fosse finalmente dissolta.
— Sai — disse piano — per tutto questo tempo pensavo che fossimo una coppia alla pari.
Pensavo che le decisioni in questa casa le prendessimo insieme.
E invece sembra che tu stessi soltanto aspettando l’occasione giusta per ricordarmi chi comanda davvero qui.
— Non drammatizzare — borbottò Sergej senza voltarsi.
— Non sto drammatizzando — Ekaterina scosse la testa.
— Sto traendo delle conclusioni.
E la conclusione