stomaco le si rivoltò.
Apparteneva a Camila.
La sua migliore amica.
La stessa amica che era improvvisamente scomparsa quattro mesi prima.
Lo stesso amico che Miguel l’aveva aiutata a cercare.
La stessa amica il cui nome riusciva a malapena a pronunciare senza distogliere lo sguardo.
Le ginocchia le toccarono il pavimento.
“No…”
Tutto dentro di lei iniziò a crollare all’unisono.
I viaggi notturni.
I voli improvvisi di affari.
Il modo in cui evitava le domande.
Il modo in cui la osservava ogni volta che si avvicinava al letto.
Tutto si