la plastica.
L’odore la colpì di nuovo: più forte, più pungente, violento.
Si sentì nauseata, girò la testa, ma si costrinse a guardare.
Dentro la borsa c’erano vestiti.
Vestiti da donna.
Piegata… con attenzione.
Un vestito. Una camicetta. Biancheria intima.
Tutto macchiato. Tutto rovinato. Tutto con quello stesso odore nauseante e aspro che le aveva tormentato le notti per mesi.
Il respiro le si bloccò in gola.
“Questo… non può essere…”
La sua mente cercava disperatamente una spiegazione logica. Un errore. Un malinteso. Qualcosa di innocuo.
Ma nulla aveva senso.