di ascoltare.
Il suo verdetto era già scritto sul suo viso.
“Chi è?” chiese.
Rimasi immobile.
“Cosa?”
“Il padre. Dimmi chi è.”
Mi sentivo male.
Non per il bambino.
Per lui.
Quella sera, preparò una valigia.
Non molti vestiti.
Giusto il necessario per farmi capire che c’era già un altro posto che mi aspettava.
“Vado da Paola”, disse, senza alcuna vergogna.
Paola.
La sua collega.
La donna che mi mandava messaggi chiedendomi ricette.
La donna che una volta mi disse: “Lauri, il tuo matrimonio è così bello”.
La donna che,