uomo coreano di quasi vent’anni più grande di lei. Io mi opposi, non per pregiudizio, ma per la differenza d’età e la distanza. Ma mia figlia era testarda. C’era una determinazione nei suoi occhi che non potevo cambiare.
Si sposarono con una cerimonia semplice. Un mese dopo, lei partì con lui per la Corea del Sud. All’aeroporto mi abbracciò e pianse. Piangevo anch’io, ma in silenzio. Pensavo che sarebbe tornata dopo qualche anno. Non lo fece mai. Passò un anno. Poi due. Poi cinque. Smisi di chiedere. Continuavano ad arrivare