da donna. Un’altra come uno studio, quasi inutilizzata. E l’ultima… le gambe mi cedettero. Scatole, tantissime scatole, piene di contanti. Mi si svuotò la mente. In quel preciso istante, sentii la porta aprirsi al piano di sotto.
“Mamma.”
Era la sua voce. Corsi. Lì c’era Mary Lou, più magra, più stanca, ma pur sempre mia figlia. Ci abbracciammo a lungo senza parlare. Poi le chiesi: “Che vita è questa?”. Lei rispose: “Mamma… non mi sono mai sposata”.
Ho sentito il mondo andare in frantumi. I soldi non provenivano da un