Mia figlia ha sposato un uomo coreano quando aveva 21 anni. Non torna a casa da dodici anni, ma ogni anno lei

anch’io, ma in silenzio. Pensavo che sarebbe tornata dopo qualche anno. Non lo fece mai. Passò un anno. Poi due. Poi cinque. Smisi di chiedere. Continuavano ad arrivare solo i soldi: ogni anno, esattamente ottantamila dollari, con un breve messaggio: “Mamma, prenditi cura di te. Io sto bene”. Quella parola, “bene”, era ciò che mi preoccupava di più. Ci sentimmo in videochiamata una volta. Era ancora bellissima, ma i suoi occhi non erano più gli stessi. Sempre di fretta. Sempre distanti. Le chiesi perché non tornasse a casa. Rimase in