Le malattie croniche che possono dare diritto a una pensione di invalidità

Quali malattie croniche possono dare diritto all’invalidità?

Non esiste un elenco rigido di malattie che garantisca automaticamente una pensione. La valutazione viene effettuata considerando la patologia, la sua gravità, le complicanze, la prognosi e il grado di compromissione delle capacità della persona.

Tra le condizioni che possono comportare percentuali di invalidità elevate troviamo, ad esempio:

1. Malattie oncologiche gravi

Alcuni tumori, soprattutto nelle forme avanzate, metastatiche o caratterizzate da importanti complicanze, possono determinare un’elevata percentuale di invalidità. La valutazione dipende dal tipo di tumore, dallo stadio della malattia, dalle terapie effettuate e dalle conseguenze sulla vita quotidiana e lavorativa.

2. Malattie neurologiche degenerative

Tra le patologie che possono determinare una grave compromissione funzionale rientrano:

  • sclerosi multipla;
  • morbo di Parkinson nelle forme più avanzate;
  • sclerosi laterale amiotrofica (SLA);
  • epilessie gravi e scarsamente controllabili;
  • malattia di Alzheimer e altre forme di demenza con grave compromissione cognitiva.

3. Malattie cardiovascolari gravi

Alcune forme di insufficienza cardiaca cronica, cardiopatie congenite complesse e altre patologie cardiovascolari possono determinare un’importante riduzione della capacità lavorativa e dell’autonomia.

4. Malattie respiratorie croniche

Tra le condizioni più gravi possono rientrare:

  • BPCO in fase avanzata;
  • enfisema polmonare grave;
  • fibrosi polmonare;
  • altre patologie respiratorie caratterizzate da una significativa compromissione della funzione polmonare.

5. Malattie psichiatriche invalidanti

Anche alcune patologie psichiatriche possono determinare un’elevata percentuale di invalidità quando compromettono in modo significativo le capacità cognitive, relazionali e lavorative. Tra queste possono rientrare alcune forme gravi di schizofrenia, disturbo bipolare, depressione maggiore resistente ai trattamenti e altri disturbi psichici severi.

6. Diabete mellito con gravi complicanze

Il diabete può comportare un’importante invalidità soprattutto quando è associato a complicanze quali retinopatia, nefropatia, neuropatia, gravi problemi vascolari o altre conseguenze che limitano significativamente l’autonomia della persona.

7. Malattie autoimmuni sistemiche

Alcune malattie autoimmuni, come il lupus eritematoso sistemico, l’artrite reumatoide e la spondilite anchilosante, possono determinare una significativa invalidità quando presentano forme particolarmente gravi e invalidanti.

8. Insufficienza renale cronica

Le forme avanzate di insufficienza renale, in particolare quelle che richiedono dialisi, possono comportare un’elevata percentuale di invalidità. In presenza degli specifici requisiti previsti dalla normativa, possono inoltre sussistere i presupposti per altre prestazioni, come l’indennità di accompagnamento.

Quali sono i requisiti per ottenere una prestazione?

La semplice presenza di una malattia cronica non è sufficiente per ottenere automaticamente una pensione.

In generale, è necessario:

  • ottenere il riconoscimento della condizione invalidante attraverso la procedura medico-legale prevista;
  • raggiungere la percentuale di invalidità richiesta per la specifica prestazione;
  • rispettare, quando previsti, i requisiti contributivi e reddituali;
  • possedere i requisiti anagrafici e di residenza richiesti dalla normativa.

È importante precisare che il requisito del 74% non vale per tutte le prestazioni. Ad esempio, per alcune prestazioni di invalidità civile sono previste soglie differenti, mentre per l’assegno ordinario di invalidità la valutazione si basa sulla riduzione della capacità lavorativa e sono richiesti specifici contributi previdenziali.

Come si presenta la domanda?

La procedura varia in base alla prestazione richiesta. In genere, il percorso prevede la presentazione di un certificato medico introduttivo e della relativa domanda all’INPS, secondo le modalità previste per il tipo di beneficio.

È possibile rivolgersi anche a un patronato, che può assistere gratuitamente nella presentazione della domanda.

È importante conservare e presentare la documentazione sanitaria aggiornata, comprese diagnosi, referti, esami specialistici, cartelle cliniche e documentazione relativa alle terapie effettuate.

In conclusione

Le malattie croniche e gravi possono compromettere in modo permanente la capacità lavorativa o l’autonomia personale e, in presenza dei requisiti previsti dalla legge, possono dare accesso a diverse forme di tutela economica.

Tuttavia, non esiste una lista di malattie che garantisca automaticamente una “pensione per sempre”. La prestazione dipende dal tipo di beneficio richiesto, dalla gravità della patologia, dal grado di invalidità o inabilità riconosciuto e, a seconda dei casi, dai requisiti contributivi, reddituali e anagrafici.

Per questo motivo, prima di presentare la domanda, è consigliabile verificare la propria situazione con l’INPS, un medico competente o un patronato.