indebita del patrimonio di mio padre.
Minacciò di farmi causa.
Per due settimane rilasciò interviste private a conoscenti, sostenendo che avessi perso il senno dopo la morte di mia madre.
Non risposi pubblicamente.
Non ce n’era bisogno.
I revisori dei conti garantirono per me.
Quelli che inizialmente sembravano 30 milioni di pesos in pagamenti dubbi iniziarono a lievitare.
Scoprirono società fittizie.
Fatture duplicate.
Servizi la cui verifica risultava impossibile.
A un’azienda collegata al fratello di Vanessa erano stati concessi anticipi per lavori mai iniziati.
Un’altra società faceva capo a un