l’intervista?”
“Sì.”
“I miei avvocati ci stanno già lavorando.”
“Non ce n’è bisogno.” “Sta parlando dei miei figli.”
“E darle importanza non farà altro che ingigantire la storia.”
Ethan guardò Noah, che teneva ancora in mano il tablet.
“Non ha il diritto di dire una cosa del genere.”
Noah lo guardò.
“Hai scelto lei al posto di nostra madre?”
Ethan si bloccò.
Stavo per intervenire.
Alzò una mano.
“No. Devo rispondere.”
Si sedette di fronte a Noah.
“Sì.”
Noah aggrottò la fronte.
“Allora sei proprio uno stupido.”
“Ethan.”
“Sì.”
Liam