porta era la versione di lei che mi chiedeva dei compiti, cucinava il riso come piaceva a me e dormiva sul divano guardando il canale naturalistico perché era sempre, sempre stanca.
Non sapevo esattamente cosa stessi facendo.
Sapevo di essere un pilota. Lo sapevo fin da piccolo: la tuta da volo, la fotografia che teneva nel comò di se stessa su una pista non identificabile, il modo in cui camminava con una certa consapevolezza controllata che avrei poi compreso meglio come la postura di qualcuno addestrato a mantenere la concentrazione