da parte volentieri. Mi sfiorò accanto, sfiorando la mia spalla, e trascinò la prima valigia oltre la soglia. Le ruote tintinnavano sul pavimento di legno che avevo pulito la sera prima, lasciando lievi segni di graffio come una firma.
Rimasi lì sulla soglia, tenendo il bordo, il corpo ancora mezzo addormentato e mezzo incredulo. L’aria dal corridoio era più fredda rispetto al mio appartamento. Odorava vagamente di detersivo per il bucato di qualcuno, non mio.
Mi chiamo Lauren. Ho ventinove anni. E fino a quel momento, credevo di aver costruito