giusto,” disse, e potevo sentire la tensione nella sua voce, come se non ci credesse del tutto ma avesse deciso comunque di dirlo.
“Papà,” dissi a bassa voce, “è perché mi sono lamentato di Vanessa?”
Ci fu una pausa abbastanza lunga per confermare la risposta prima che parlasse.
Sospirò. “Tua madre ed io pensiamo che tu stia esagerando inutilmente. Vanessa ha bisogno di supporto adesso.”
“Quindi è una punizione,” dissi.
“Non è una punizione,” insistette. “È la realtà. Se vuoi vivere da solo, paghi la tariffa di mercato. Se vuoi