crepe. L’odore arrivò subito nell’aria, pungente e dolce.
Lo schermo tremolò. Una volta. Due volte. Poi è diventato nero.
L’amica ridacchiò, un suono soffuso come se avesse rovesciato dell’acqua invece del mio lavoro.
“Ops,” disse. “Colpa mia.”
Fissai il portatile, la tastiera rovinata, il vino che gocciolava dal bordo sulla scrivania. Per un attimo non riuscivo a muovermi. La mia emicrania ruggiva, e sotto di essa, un dolore diverso saliva, caldo e feroce.
“Quella presentazione,” dissi, e la mia voce suonava distante persino a me. “Domani ho una presentazione con