avesse deciso che la cortesia fosse opzionale.
Ho sbloccato il chiavistello e aperto la porta.
C’era mia sorella minore, Vanessa, in piedi nel corridoio come se fosse stata condotta lì da un riflettore.
Tre valigie enormi erano erette ai suoi piedi, le loro lucide gusci catturavano la luce del corridoio. Indossava leggings che sembravano nuovi, una giacca dal taglio pulito e netto, e occhiali da sole firmati appoggiati sulla testa, completamente inutili al chiuso. I suoi capelli erano pettinati in onde sciolte, come se avesse tempo per quello, come se