di Palermo, proprio dove tutto era iniziato.
Appena varcata la soglia, sentii gli sguardi posarsi su di me come lame silenziose. Alcuni clienti mi evitarono, una cassiera bisbigliò qualcosa al collega e scoppiò in una risata trattenuta. Un padre, notando mio aspetto trasandato, afferrò la mano del figlio e sussurrò: «Non guardare, non è educato», come se fossi una vergogna da ignorare. Ogni passo tra gli scaffali pesava come una sentenza.
A novant’anni entro nel mio supermercato: L’indifferenza e il giudizio
Mentre mi aggiravo fingendo di osservare i prodotti, Carlo,