Stavamo tornando a casa dall’asilo. Tess si era già tolta le scarpe, con una caramella gommosa a metà attaccata ai leggings, e fissava fuori dal finestrino come se le nuvole in cielo le stessero scrivendo messaggi segreti. La luce del sole filtrava attraverso il vetro in morbidi raggi dorati. C’era silenzio, quel silenzio speciale, quasi sacro, che solo una bambina di quattro anni può creare intorno a sé.
“Mamma, piangerai quando andrò in spiaggia con papà e l’altra mia mamma?” chiese.
Ho sbatteto le palpebre. Ho stretto il volante, le